giovedì 14 aprile 2011

Emergenza Libia

EMERGENCY
Un team di chirurghi di EMERGENCY sta lavorando dall'11 aprile in un ospedale di Misurata, in Libia. Chirurghi e infermieri curano le vittime di guerra in un luogo che, fino al nostro arrivo, non disponeva di uno staff specializzato.
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FOTO: Il team di Emergency al lavoro a Misurata
LIBIA, MISURATA / Il team di EMERGENCY è composto da un chirurgo generale, un chirurgo ortopedico, un anestesista, tre infermieri e un logista.
Guarda il video appello di Cecilia Strada, Presidente di Emergency
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mercoledì 13 aprile 2011

Votiamo 3 SI al Referendum!


Ai referendum di 
domenica 12  e lunedì 13  giugno vota SI per dire NO. 

1-  Vota SI per dire NO AL NUCLEARE. 

2 - Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA. 

3 - Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO. 


RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè Berlusconi non farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset. 
Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum 
lo scenario sarebbe drammatico per Berlusconi ma stupendo per tutti i 
cittadini italiani: 


Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E' 
necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone 

Il referendum non sarà  pubblicizzato in TV. 

I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 
12 giugno. 

QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum. 


referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti. 
Passaparola!  
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum.


VOTA 3 SI!




mercoledì 17 novembre 2010

Cari amici,
Se verrà posto questo limite al 5 per mille si fermeranno molti progetti, e molte persone ci rimetteranno la vita.
Qui non è piu' una questione di destra o di sinistra, ma questo provvedimento, se dovesse passare sarebbe davvero uno scandalo!!!
Uno schiaffo in faccia ai poveri, e una forte limitazione alla nostra libertà.
Questo è ciò che facciamo con il 5 per mille:
Per favore leggete.
Saluti.


PDF Stampa E-mail
di Luca Galassi - 16 novembre 2010Il fondatore di Emergency: ''La questione del tetto al 5 per mille è molto grave perchè è un segno della mentalità autoritaria di questi politici e della loro incoerenza''   


Uno dei punti della legge finanziaria che andrà presto in Parlamento pone un tetto di 100 milioni per il "5 per mille", la quota delle tasse che i cittadini possono devolvere per la ricerca o per gli aiuti umanitari. Emergency ha inviato in Parlamento una proposta di legge per svincolare il 5 per mille dalle contingenze legate alla Finanziaria, come si chiamava una volta quella che oggi viene chiamata legge di stabilità. Secondo la Ong il percorso della sottoscrizione deve essere del tutto simile a quello previsto per l'8 per mille.

Gino Strada, se l'aspettava questa proposta di taglio del tetto per il 5 per mille o la meraviglia?
Ci si meraviglia di una cosa nuova. Il nostro parlamento brulica di corrotti, condannati con sentenza definitiva, ladri, truffatori, sporcaccioni, voltagabbana, evasori fiscali, mercanti di voti, tutti nemici spietati di ogni idea democratica, volgarmente e crudelmente insensibili ai bisogni e ai problemi dei più poveri. E' allora "normale" che stanzino fondi per le armi o per le scuole private sottraendoli a quelli per la ricerca e per gli aiuti. Ma non è questo il solo aspetto grave della vicenda".
E quale sarebbe?
Intendo dire che non mi aspetto certo una sensibilità sociale e una mentalità aperta e intelligente dai signori della politica. Che tipo di persone sono e come vivono è sotto gli occhi di tutti: ci aspettiamo che quella gentaglia sia interessata alle decine di milioni di bambini che muoiono ogni hanno per la fame e per la povertà? O che siano interessati al milione e settecentomila bambini poveri che ci sono in Italia, un terzo dei quali in condizioni di povertà estrema? Riescono i loro cervelli limitati a capire che tagliare i fondi per gli aiuti umanitari significa in molti casi negare possibilità di sopravvivenza? E che tagliare i fondi alla ricerca significa tra l'altro castrare l' Italia? Credo proprio di no, non ci possono arrivare. E non serve neppure perdere tempo a spiegarglielo, sarebbe come predicare la verginità in un bordello.
Ma la questione del tetto al 5 per mille è molto grave perchè è un segno della mentalità autoritaria di questi politici e della loro incoerenza (per inciso, il 5 per mille fu instituito qualche anno fa proprio da Tremonti). La loro idea di democrazia e di rispetto della libertà dei cittadini è molto semplice: i cittadini sono liberi di scegliere se destinare allo Stato il 100 per cento delle loro tasse o solo il 99 e qualche e dare il loro 5 per mille a cause umanitarie e un altro 8 per mille a varie Chiese. Bene.
Però, se i cittadini esercitano davvero questa libertà riconosciuta, allora non va bene. Si mette un tetto: 100 milioni al 5 per mille. (l'8 pe rmille per le Chiese è ovviamente sacro e quindi intoccabile). Il resto, oltre i 100 milioni (più o meno mezzo miliardo di euro) se lo incamera comunque lo Stato.
Secondo i signori della politica, i cittadini sono liberi di scegliere solo se a scegliere in un certo modo sono in pochi. Una libertà condizionata, insomma, un vero e proprio insulto alla libertà di scelta dei cittadini, all'esercizio dei diritti.
Tradotto in termini più politici, é come dire che i cittadini possono votare contro chi ha il potere a condizione che a votare contro sia una minoranza. Loro la pensano proprio così.
E allora?
E allora spero che si rimangino questa decisione-truffa, sarebbe un bel gesto prima di andarsene tutti a casa.Tratto da: it.peacereporter.net

venerdì 29 ottobre 2010

Pensieri...

Ciao a tutti

Leggendo la triste notizia relativa alla prematura scomparsa di Nestor Kirchner, ex presidente dell'Argentina, mi è tornato in mente il mio recente viaggio in quell'immenso, tormentato e magnifico paese.
Kirchner ha preso in mano un paese al collasso, portandolo a tassi di crescita economica incredibili, aumentando l'alfabetizzazione e promuovendo i diritti umani, dando appoggio al movimento delle Madri di Plaza de Mayo.
Qualche mese fa ero proprio in Plaza de Mayo ad ammirare la casa Rosada, il palazzo presidenziale, dal cui noto balcone era solita affacciarsi Evita Peròn, quando mi trovai praticamente in mezzo ad una manifestazione popolare presieduta dalle Madri (ormai nonne) di Plaza de Mayo, ricordavano la dittatura, i figli, fratelli, padri, mariti desaparecidos nel nulla, torturati e gettati da vivi nell'oceano direttamente dall'aereo.
La ferita è  ancora aperta, sanguinerà fino a quando non verrà fatta giustizia.
Il Kirchner ha provato a chiudere questa ferita, riaprendo i processi contro i militari di Videla, responsabili delle torture.
Poteva ripresentarsi alle elezioni ma ha lasciato che la moglie si candidasse, che l'Argentina proseguisse sulla strada della crescita economico-culturale, insieme agli altri stati del sudamerica, distaccandosi dalla pesante e nefasta influenza degli USA, lasciando che l'amata Cristina vincesse le elezioni.
Un infarto ha stroncato questo grande uomo, a El Calafate, la stupenda città della Patagonia dove la coppia aveva casa.
Quando arrivai a El Calafate vidi proprio l'aereo presidenziale, la coppia presidenziale era lì, il Presidente amava la Patagonia, questa incredibile terra di immensi ghiacciai, di vento sferzante, di uomini indomiti e duri, di balene, di ottimi vini, di pinguini, di silenzio e solitudine.
Guardo le foto della camera ardente, con i capi di stato, con tanta gente comune a Plaza de Mayo, e penso che forse lo spirito di riconciliazione che il Presidente ha cercato di trasmettere, porterà un giorno la pace, l'uguaglianza, la memoria tra la gente in Argentina.
Ciao Presidente.

giovedì 21 ottobre 2010

Sciacalli in diretta TV

Ciao a tutti.
Non ne posso più di sentir parlare del delitto di Avetrana.
Non ce la faccio più, non guardo nemmeno più il tg.
Questa strumentalizzazione di un fatto tragico mi disgusta, tutto per fare ascolti, per aumentare introiti pubblicitari.
A volte penso che più le storie si riempiono di dettagli tragici e macabri più certe persone godano, pensando a quante belle trasmissioni e soldi si potranno fare; ben venga lo stupro del cadavere, il bimbo morto ammazzato, intrighi squallidi di famiglia, resti umani rinvenuti chissà dove, per fini commerciali! Sono certo che gli sciacalli della tv pagherebbero qualcosa per trovare un bel necrofilo come ne "il gioco di Gerald" di King e intervistarlo,magari in esclusiva la Domenica pomeriggio in uno di quegli orrendi programmi. Sono disgustato; dal canto mio posso solo non collaborare a questo scempio e non guardare la tv, dove dalla mattina presto fino a notte inoltrata imperversano programmi sulla morte della povera Sarah Scazzi.
Questi episodi mi richiamano alla mente le tante volte in cui mentre lavoro (lavoro in un servizio di emergenza) la gente ci filma con i telefonini, mentre lavoriamo su un grosso incidente ecc...c'è tanto voyeurismo, voglia di macabro, voglia di vedere tradotte in pratica le orrende trasmissioni quotidiane, o gli stupidi telefilm su morti, omicidi, autopsie, cadaveri riesumati ecc..non si capisce più il limite fra finzione e realtà.

martedì 21 settembre 2010





Ci sono posti nel mondo in cui senti che proprio lì è passata la storia e che l'uomo è un essere in grado di compiere qualunque impresa.
Quando, un paio di anni orsono, sostavo in raccoglimento di fronte al Raj Ghat, il monumento che ricorda la cremazione del Mahatma Gandhi, ho "sentito" la storia.
La fiammella eterna ci ricorda che la forza della verità e della non violenza sono valori immortali ed universali; incredibilmente tutt'intorno c'è un India pulita e silenziosa, di prati ben curati e scoiattoli che scorrazzano liberi, un India che ricorda un uomo di pace, il più straordinario personaggio del secolo appena passato;l'uomo che ha rinunciato alla comoda carriera di avvocato cresciuto all'ombra della corona; l'uomo che ha marciato per l'immenso subcontinente vestito di stracci e che con la forza della non violenza ha fatto crollare uno dei più grandi imperi mai visti sulla terra.
Appena uscito dal Raji Ghat l'India ti assale nuovamente con i suoi odori, colori, rumori, con la forza delle sue contraddizioni; ma nell'anima c'è solo una grande pace, poi vedo un cartello, alla domanda "Mahatma, qual'è il messaggio che ci lasci?"
Gandhi rispose : "La mia vita è il mio messaggio".


martedì 14 settembre 2010

Il mondo che vogliamo.


Il mondo che vogliamo

Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.
Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per
risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un'equa distribuzione delle risorse.
Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l'eguaglianza di base di tutti i membri della società, il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione.
Nel nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e sistematica demolizione di ogni principio di convivenza civile. Una gravissima deriva di barbarie è davanti ai nostri occhi.
In nome delle "alleanze internazionali", la classe politica italiana ha scelto la guerra e l'aggressione di altri Paesi.
In nome della "libertà", la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo un sistema di privilegi, basato sull'esclusione e sulla discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione.
In nome della "sicurezza", la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all'odio e al razzismo.
È questa una democrazia? Solo perché include tecniche elettorali di rappresentatività? Basta che in un Paese si voti perché lo si possa definire "democratico"?
Noi consideriamo democratico un sistema politico che lavori per il bene comune privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi sociali più deboli, per migliorarne le condizioni di vita, perché si possa essere una società di cittadini.
È questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.
EMERGENCY