martedì 3 maggio 2011

Osama Bin Laden assassinato. "Giustizia è fatta" O NO?

Osama Bin Laden è stato catturato, anzi, ammazzato in uno scontro a fuoco durante un blitz militare USA.
La notizia (vera o presunta) irrompe su tutti i mezzi di informazione (vera o presunta) da internet ai talk show televisivi per casalinghe, con esperti (veri o presunti) che si lanciano in teorie a dir poco originali.
Al di là della dietrologia, delle supposizioni, la cosa che più mi ha colpito di questa vicenda, è stato vedere i festeggiamenti in USA, la folla impazzita di gioia che sventola l'immancabile bandiera a stelle&strisce al grido di "U-S-A U-S-A!!", o rispolverando addirittura uno slogan ormai dimenticato come "Yes we can".
Guardando quelle immagini ho ripensato agli stessi identici festeggiamenti dopo l'11 Settembre 2001, visti in molti paesi arabi, grida di giubilo per avere colpito così duramente il "grande satana".
Ho provato il medesimo disgusto, la stessa forte disapprovazione.
Quale futuro può avere un paese che gioisce per la morte di una persona?Dove sta andando una democrazia che identifica il concetto di giustizia con la vendetta?Con l'uccisione di persone, senza averle processate?
Qual è la differenza fra i morti innocenti americani e quelli afghani, o iracheni, o pakistani?
Io credo che il valore della morte di Osama sia solo puramente simbolico, non cambierà molto dal punto di vista pratico organizzativo; in Afghanistan i talebani sono sempre più forti , ormai occupano quasi l'80 % del territorio afghano, ed hanno sempre più il consenso popolare, anche delle persone che prima li odiavano, perchè preferiscono comunque loro agli invasori stranieri.
In più va ricordato che Osama c'entrava poco con i talebani, non era il loro comandante, era loro "ospite".
Quale sarà la risposta delle organizzazioni terroristiche (Al Qaeda, esiste?E' un'invenzione?) di cui si suppone che Bin Laden fosse a capo, lo scopriremo, credo presto, credo non lontano da casa nostra.

venerdì 15 aprile 2011

Un pensiero per Vittorio Arrigoni.

Ciao a tutti.
Sono rimasto molto colpito dal clamoroso rapimento e dall'orrenda morte che ha colpito Vittorio Arrigoni, cooperante, pacifista e giornalista free lance italiano.
I suoi racconti li potete trovare sul blog e su http://www.peacereporter.net/
Sono storie terribili, Vittorio Arrigoni era sempre schierato dalla parte dei più deboli, ora i pescatori bersaglio delle navi israeliane, insieme ai quali Vittorio andava in mare come "scudo umano", ora i bambini e i più indifesi in questa guerra assurda, silenziosa, criminale.
Vittorio era arrivato a Gaza via mare, come un moderno Ulisse.
Non conosco la striscia di Gaza, mi ha sempre affascinato ma non sono mai riuscito ad andarci; so però cosa significa vivere in un paese in guerra come cooperante; vedere le certezze che crollano, le crisi nel silenzio della notte, i pregiudizi distrutti da una realtà da qui non immaginabile.
Ci vuole passione, impegno, umanità per combattere le ingiustizie, per ricacciare in gola il senso di impotenza, per soffocare le urla di disgusto nel vedere le persone uccise, vessate, l'umanità distrutta, l'indifferenza della "nostra" parte di mondo; ma anche il coraggio per tentare di affievolire la nostalgia di casa, delle persone che amiamo, che non potranno mai capire fino in fondo cosa si è vissuto.
Vittorio ha fatto parlare i fatti, come un eroe moderno non ha esitato a stare fra i suoi fratelli, a pagare il prezzo più caro per i suoi ideali di fratellanza universale e di umanità.
E' grazie a persone come lui che le sue stesse parole alla fine dei suoi articoli, ripetute quasi come un mantra , assumono grande significato e valore, ed abbandonano ogni retorica:

Restiamo Umani.


M.

giovedì 14 aprile 2011

Emergenza Libia

EMERGENCY
Un team di chirurghi di EMERGENCY sta lavorando dall'11 aprile in un ospedale di Misurata, in Libia. Chirurghi e infermieri curano le vittime di guerra in un luogo che, fino al nostro arrivo, non disponeva di uno staff specializzato.
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FOTO: Il team di Emergency al lavoro a Misurata
LIBIA, MISURATA / Il team di EMERGENCY è composto da un chirurgo generale, un chirurgo ortopedico, un anestesista, tre infermieri e un logista.
Guarda il video appello di Cecilia Strada, Presidente di Emergency
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mercoledì 13 aprile 2011

Votiamo 3 SI al Referendum!


Ai referendum di 
domenica 12  e lunedì 13  giugno vota SI per dire NO. 

1-  Vota SI per dire NO AL NUCLEARE. 

2 - Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA. 

3 - Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO. 


RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè Berlusconi non farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset. 
Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum 
lo scenario sarebbe drammatico per Berlusconi ma stupendo per tutti i 
cittadini italiani: 


Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E' 
necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone 

Il referendum non sarà  pubblicizzato in TV. 

I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 
12 giugno. 

QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum. 


referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti. 
Passaparola!  
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum.


VOTA 3 SI!